Fabriano, città in provincia di Ancona nelle Marche, è associata alla produzione di carta artigianale fin dal XIII secolo. Le cartiere attive nella zona hanno sviluppato nel corso dei secoli una serie di tecniche specifiche che distinguono il prodotto fabrianese dalla carta prodotta in altri contesti europei. Tra le innovazioni attribuite a questa tradizione figurano l'introduzione della filigrana, l'uso della gelatina animale per la collatura e l'impiego di martinetti idraulici per la pressatura.
Materie prime e preparazione delle fibre
La carta artigianale di tradizione fabrianese utilizza come materia prima principale gli stracci di lino e cotone. Il processo di lavorazione inizia con la selezione e la pulizia del materiale grezzo. Gli stracci vengono suddivisi per tipo di fibra e grado di usura, poi macerati in acqua per alcuni giorni fino alla parziale decomposizione delle fibre. Questa fase, nota storicamente come macerazione, ammorbidisce le strutture cellulosiche senza degradarne la resistenza meccanica.
La pasta così ottenuta viene trasferita nelle vasche di battitura, dove i magli idraulici riducono le fibre in una sospensione omogenea chiamata pasta di carta. La consistenza finale dipende dalla durata della battitura: fibre più lunghe producono carta più resistente, fibre più corte danno fogli con superficie più liscia.
Nota tecnica: la gelatina animale
L'uso della gelatina animale per la collatura superficiale del foglio è una tecnica documentata nelle cartiere fabrianesi a partire dal XIV secolo. La collatura consente di rendere il foglio meno assorbente, caratteristica essenziale per la scrittura con inchiostri a base acquosa. La procedura prevede l'immersione del foglio essiccato in un bagno caldo di gelatina diluita, seguito da una seconda essiccazione.
Formazione del foglio
Il cartaio introduce nel tino una forma rettangolare — il telaio — composta da un'intelaiatura in legno con una superficie in fili metallici intrecciati. Immerge il telaio nella vasca di pasta, lo estrae orizzontalmente raccogliendo uno strato uniforme di fibre, poi lascia defluire l'acqua attraverso la rete. Il gesto richiede esperienza: un movimento troppo rapido genera uno spessore disomogeneo, uno troppo lento tende ad accumulare fibre in eccesso sui bordi.
Il foglio ancora umido viene ribaltato su un feltro di lana — operazione chiamata levatura — poi impilato con altri fogli alternati a feltri. La pila viene inserita nel torchio per la pressatura, che elimina la maggior parte dell'acqua residua.
Essiccazione e finitura
Dopo la pressatura i fogli vengono appesi su corde in locali arieggiati. L'essiccazione avviene naturalmente in ambienti con temperatura e umidità controllate. I fogli essiccati troppo rapidamente tendono a deformarsi o a presentare tensioni interne che complicano la successiva lavorazione a stampa o scrittura.
La fase di finitura comprende la collatura (quando prevista), la lisciatura con pietre levigate o cilindri metallici e la selezione finale. I fogli con difetti — zone di spessore irregolare, inclusioni di fibre grosse, strappi — vengono scartati o destinati a impieghi meno esigenti.
La filigrana come elemento distintivo
La filigrana — watermark nella terminologia inglese — è un segno trasparente visibile in controluce, ottenuto modellando un disegno in filo metallico sulla superficie del telaio. Le zone del foglio formate sopra il disegno in rilievo risultano più sottili e quindi più traslucide. Nelle cartiere fabrianesi la filigrana ha svolto storicamente una funzione di identificazione del produttore e di garanzia della qualità. Alcuni archivi italiani conservano raccolte sistematiche di filigrane storiche utilizzate per datare e attribuire documenti manoscritti.
La filigrana non è decorazione: è documentazione. Consente di risalire alla manifattura e, spesso, all'anno di produzione di un foglio.
Stato attuale della produzione
La produzione di carta a mano secondo metodi tradizionali sopravvive in Italia in un numero limitato di laboratori e manifatture. Alcune di esse hanno riconversione verso produzioni speciali — carta per restauro documentale, carta per edizioni d'arte, carta per calligrafia — che richiedono caratteristiche tecniche difficilmente replicabili con metodi industriali. La città di Fabriano mantiene un museo dedicato alla storia della carta e della filigrana, il Museo della Carta e della Filigrana, che documenta la storia della produzione locale.